STATUTO

SOMMARIO

 

DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1 - Denominazione e sede
Art. 2 – Scopi e Oggetto
Art. 3 - Durata
Art. 4 - Patrimonio. Contributi. Erogazioni, donazioni,lasciti
Art. 5 - Organi
Art. 6 - Forma delle comunicazioni associative

DEGLI ASSOCIATI
Art. 7 - Categorie di associati
Art. 8 - Domanda di associazione
Art. 9 - Obblighi degli associati
Art. 10 - Cessazione del rapporto associativo

DELL’ASSEMBLEA
Art. 11 - Competenze
Art. 12 - Convocazione
Art. 13 - Costituzione e deliberazioni

DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Art. 14 - Competenze
Art. 15 - Composizione
Art. 16 - Convocazione, costituzione, e deliberazioni
Art. 17 - Durata
Art. 18 - Deleghe

DEL PRESIDENTE
Art. 19 - Nomina
Art. 20 - Competenze
Art. 21 - Cessazione

DEL TESORIERE
Art.22.- Competenze

DEL COLLEGIO DEI GARANTI
Art. 23 - Funzioni
Art. 24 - Composizione
Art. 25 - Funzionamento

DEI LIBRI SOCIALI
Art. 26 – Libri sociali

DEL BILANCIO
Art. 27 – Bilancio

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
Art. 28 - Nomina del Liquidatore
Art. 29 - Devoluzione del patrimonio

DELLE CONTROVERSIE
Art. 30 – Clausola compromissoria
Art. 31 – Foro residuale ed esclusivo


DISPOSIZIONI GENERALI

 

Art. 1 - Denominazione e sede 
1.1.- E’ costituita l’associazione non riconosciuta denominata “Architetti per Milano”             (”Associazione”) con sede e domicilio legale a Milano.
1.2.- La variazione dell’indirizzo della sede dell’Associazione nell’ambito del comune sopra indicato è decisa dal Comitato Direttivo che può modificarla senza che ciò comporti variazione dello Statuto.

 

Art. 2 -  Scopi e Oggetto
2.1.- L’Associazione, quale raggruppamento di liberi professionisti, si propone di osservare, valutare, orientare e concorrere alle  trasformazioni e ai problemi del territorio italiano, ed in particolare della città di Milano. I temi che tratterà l'Associazione riguarderanno principalmente gli aspetti urbanistici, architettonici, infrastrutturali, ambientali e sociali del territorio e tutta la  legislazione correlata.
L’Associazione si propone di monitorare la città di Milano promuovendo, attraverso il dibattito tecnico e culturale, il continuo studio del territorio di Milano rapportato ad una logica di area metropolitana sia nei suoi contenuti normativi, sia nelle sue previsioni future al fine di garantirne  la corretta attuazione in considerazione delle dinamiche economiche sociali e territoriali in continua evoluzione.
2.2.- L’Associazione intende rappresentare un’ osservatorio permanente, per fornire alla città un apporto di proposte e controllo utile alla trasformazione di Milano e si propone quale interlocutore tra l’ amministrazione pubblica, i cittadini e i tecnici del settore, con il proposito di interpretare i bisogni urbanistici dei luoghi e con ciò di collaborare allo sviluppo futuro del territorio dal punto di vista urbanistico, architettonico, ambientale, infrastrutturale e sociale, anche tramite intese con associazioni interprofessionali che perseguano le medesime finalità.
In particolare, l’Associazione si propone di presentare le proprie osservazioni, di monitorare lo sviluppo e di presentare proposte di modifica agli strumenti normativi con riferimento al Piano del Governo del Territorio (“PGT”) della città di Milano sia nella sua fase di approvazione, sia nella sua fase di attuazione nonché di tutti gli strumenti normativi aventi valenza urbanistico, territoriale e ambientale.
2.3.- L’Associazione si propone, altresì, di:
- stimolare ed influenzare dibattiti culturali sugli argomenti oggetto dell'Associazione;
- osservare i fenomeni di trasformazione della città e promuovere azioni mirate al miglioramento della qualità urbana,
- osservare, valutare e effettuare proposte a livello nazionale in materia di legislazione urbanistica, edilizia, infrastrutturale, ambientale e sociale;
- promuovere pubblicazioni in materia urbanistica/edilizia.
2.4.- L’Associazione è autonoma, apartitica e apolitica.
2.5.- L’Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle strettamente connesse e di quelle accessorie rispetto a quelle statutarie in quanto integrative delle stesse.

 

Art. 3 – Durata
3.1.- L’Associazione è costituita a tempo indeterminato

 

Art. 4 – Patrimonio. Contributi. Erogazioni, donazioni, lasciti
4.1.- Il patrimonio dell’Associazione è rappresentato, oltre che dalle sottoscrizioni e dalle altre sovvenzioni spontanee da parte di soggetti privati e pubblici nonché da donazioni provenienti da terzi:
- dalle quote di iscrizione annuali versate dagli associati, qualora previste;
- dai contributi volontari degli associati;
- dai beni e contributi che pervengono all’Associazione a qualsiasi titolo;
- dal ricavato delle manifestazioni e delle attività organizzate dall’Associazione;
- dai redditi derivanti dal suo patrimonio.
4.2.- I proventi derivanti dal patrimonio dell’Associazione sono destinati esclusivamente per le finalità dell’Associazione; essi verranno utilizzati altresì per sopperire alle spese di organizzazione e di gestione dell’Associazione.
4.3.- Tutti i beni appartenenti all’Associazione sono elencati in apposito inventario, depositato presso la sede della stessa e consultabile da tutti gli aderenti.
4.4.- I contributi degli associati sono costituiti dalla quota di iscrizione annuale, qualora prevista, il cui importo è stabilito annualmente dall’assemblea degli associati.
4.5.- Le erogazioni liberali in denaro e le donazioni sono accettate dall’Assemblea degli associati che delibera sulla loro utilizzazione, in armonia con le finalità statutarie dell’Associazione.

 

Art. 5 - Organi
5.1.- Sono organi dell’Associazione:
- L’Assemblea degli associati;
- Il Consiglio Direttivo;
- Il Presidente del Consiglio Direttivo;
- Il Collegio dei Garanti;
- Il Segretario
- Il Tesoriere


Art. 6 - Forma delle comunicazioni associative
6.1.- Per tutti gli atti dell’Associazione e dei suoi organi, nonché per le comunicazioni tra gli organi e verso gli associati, sono validamente utilizzabili oltre ai tradizionali strumenti di comunicazione degli scritti, il telefax, la posta elettronica e gli altri strumenti informatici e di comunicazione elettronica (reti, forum, chat  ecc).

 

 

DEGLI ASSOCIATI

 

Art. 7 - Categorie di associati
7.1.- L’Associazione è composta dagli associati fondatori ed associati effettivi:
- gli associati fondatori sono gli associati che hanno costituito l’associazione intervenendo alla
stipula dell’atto notarile di costituzione;
- gli associati effettivi sono tutti gli altri associati che non siano associati fondatori e possono essere solo liberi professionisti;
7.2.-  Tutti gli associati dell’Associazione, siano essi associati fondatori o associati effettivi possono solo essere persone fisiche.
7.3.- Con delibera assembleare è possibile costituire la categoria di associati sostenitori. L’assemblea, nella delibera di costituzione di tale categoria, determina i requisiti e le modalità di adesione degli associati sostenitori. Gli associati sostenitori potranno svolgere solamente una funzione consultiva nei confronti degli organi dell’Associazione.

 

Art. 8 - Domanda di associazione
8.1.- Chi vuole diventare associato, deve presentare domanda scritta al Consiglio Direttivo, con allegata presentazione da parte di un associato fondatore, recante la manifestazione di volontà di adesione allo statuto dell’Associazione (“Statuto”).
Il Consiglio Direttivo delibera sulla domanda con decisione insindacabile.
L’accoglimento della domanda determina l’iscrizione del nuovo associato all’Associazione. L’associato che ha ottenuto l’iscrizione accetta incondizionatamente lo Statuto.

 

Art. 9 - Obblighi degli associati
9.1.- Sono obblighi degli associati:
- osservare le disposizioni dello Statuto e le deliberazioni legittimamente adottate dagli organi dell’Associazione;
- versare la quota associativa annuale qualora deliberata dal Consiglio Direttivo;
- non attuare comportamenti che siano in contrasto con gli scopi dell’Associazione;
- fornire il proprio contributo di attività a favore dell’Associazione, nell’osservanza e per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione fissati dallo Statuto.

 

Art. 10 - Cessazione del rapporto associativo
10.1.- Sono cause di cessazione del rapporto associativo:
- il recesso;
- l'esclusione;
- la morte.
10.2.- Il recesso è costituito dalla manifestazione di volontà dell’associato di terminare il rapporto associativo che viene trasmessa al Consiglio Direttivo nelle forme previste dall’art. 6 dello Statuto.
Esso produce effetto con la semplice ricezione da parte dell’Associazione, indipendentemente dalla circostanza che sia o meno motivato e senza che alcun organo dell’Associazione possa sindacarne i motivi.
10.3.- L’esclusione è pronunciata dal Consiglio Direttivo nei confronti dell’associato che si
sia reso inadempiente all’obbligo di versare la quota associativa annuale o che abbia gravemente violato gli altri obblighi di cui all’art. 9 dello Statuto.
La delibera di esclusione deve essere motivata e produce effetto a partire dalla sua ricezione da parte dell’Associato.

 

DELL’ASSEMBLEA

 

Art. 11.- Composizione e competenze
11.1- L’assemblea è composta da tutti gli associati fondatori e dagli associati effettivi.
11.2.- Hanno diritto di intervenire in assemblea solo gli associati che siano in regola con le norme statutarie e di legge.
11.3.- L’assemblea degli associati è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo, ovvero, in sua assenza, dal Vice Presidente del Consiglio Direttivo. In assenza anche di quest’ultimo l’assemblea degli associati nomina, seduta stante  tra gli associati fondatori presenti, il Presidente.
11.4. L’assemblea degli associati:
- provvede alla nomina e alla revoca dei membri del Consiglio Direttivo;
- delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione;
- discute e delibera su ogni argomento inerente agli scopi associativi che il Consiglio Direttivo ritenga di sottoporre all’assemblea;
- approva l’eventuale regolamento che disciplina lo svolgimento dell’attività dell’Associazione;
- approva la relazione annuale di gestione del Consiglio Direttivo e il bilancio consuntivo e preventivo annuale;
- provvede alla nomina e alla revoca dei Garanti;
- delibera sulle modifiche allo Statuto;
- delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio.
11.5.- l’assemblea generale approva la relazione annuale di gestione del Consiglio Direttivo e il bilancio preventivo e consuntivo annuale.

 

Art. 12 - Convocazione
12.1.- L’assemblea è convocata dal Presidente o dal Vice Presidente del Consiglio Direttivo, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo stesso, almeno una volta all’anno.
12.2.- L’assemblea è, altresì, convocata quando ne sia fatta richiesta da almeno un quinto degli associati con l’indicazione di un ordine del giorno che sia inerente agli scopi dell’Associazione, nonché quando lo chieda il Collegio dei Garanti.
12.3.- La convocazione dell’assemblea deve essere effettuata mediante avviso scritto contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora  della riunione sia di prima, sia di seconda convocazione e l’elenco delle materie da trattare, e deve essere trasmessa a mezzo fax/lettera/e mail o altro mezzo equipollente all’indirizzo risultante dal libro degli associati. L’avviso di convocazione e deve pervenire a ciascun associato almeno 10 giorni prima della data di prima convocazione.
12.4.- L’assemblea degli associati può riunirsi anche in un luogo diverso dalla sede dell’Associazione purché in Italia.

 

Art. 13 - Costituzione e deliberazioni
13.1.- L’assemblea è validamente costituita, in prima convocazione, quando sia intervenuta
almeno la maggioranza degli associati aventi diritto di voto e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli intervenuti ed è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo salva diversa decisione dell’assemblea.
13.2.- Il Presidente, se lo ritiene opportuno, nomina un segretario che redige il verbale della riunione.
13.3.- Hanno diritto di voto in assemblea gli associati che siano in regola con il pagamento della quota annuale associativa, se prevista. Ogni associato può esprimere un solo voto in ogni votazione.
13.4.- Ciascun associato può votare in proprio o a mezzo delega da conferirsi per iscritto esclusivamente a uno degli altri associati. Ogni associato non può avere più di una delega.
13.5.- Sono valide le deliberazioni che riportino il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’assemblea, fatta eccezione per le delibere che abbiano a oggetto modifiche dello Statuto, per la cui validità si richiede il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati fondatori ed associati effettivi, complessivamente considerati.
13.6.- Per le delibere aventi ad oggetto lo scioglimento dell'associazione occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati fondatori ed associati effettivi complessivamente considerati.

 

DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

 

Art. 14 - Composizione
14.1- Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di consiglieri  minimo di sette fino ad un massimo di dodici.
14.2.- In caso di recesso o decesso di un consigliere, il Consiglio Direttivo provvede alla sua eventuale sostituzione alla prima riunione, chiedendo la convalida della nomina alla prima assemblea degli associati a questa successiva.
14.3.- Il Consiglio Direttivo nomina, nel suo ambito, un Presidente, un Vicepresidente, un Segretario e un  Tesoriere.

 

Art. 15 - Competenze
15.1.- L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri per la gestione e l’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione e per l’attuazione degli scopi associativi.
15.2.- In particolare:
- delibera le iniziative e le attività dirette a realizzare gli scopi associativi;
- determina la strategia e le politiche dell’associazione, e le sottopone all’assemblea con la relazione annuale di gestione;
- redige il bilancio annuale, e lo sottopone all’assemblea;
- delibera la convocazione dell’assemblea;
- delibera l’esclusione degli associati quando ricorrano i presupposti di cui al penultimo comma dell’art. 10;
delibera la predisposizione di eventuali regolamenti per il funzionamento dell’Associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati una volta approvato dall’assemblea.
- assume ogni deliberazione necessaria o opportuna per la gestione e l’amministrazione dell’Associazione.
15.3.- Il Segretario  coadiuva chi presiede il Consiglio Direttivo e il Consiglio Direttivo stesso nell’esplicazione delle attività esecutive che si rendano necessarie ed opportune per il funzionamento dell’amministrazione dell’Associazione.

 

Art. 16 – Convocazione, costituzione e deliberazioni
16.1.- Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogniqualvolta egli lo ritenga opportuno o quando ne sia fatta richiesta da almeno uno dei consiglieri del Consiglio Direttivo e comunque almeno una volta all’anno per deliberare in ordine al compimento degli atti fondamentali della Associazione.
16.2.- L’avviso di convocazione con l’indicazione degli argomenti da trattare deve pervenire ai consiglieri almeno tre giorni prima della riunione, ma in casi di urgenza sono sufficienti ventiquattro ore di preavviso.
16.3.- Le riunioni del Consiglio Direttivo sono verbalizzate da un segretario designato da chi presiede il Consiglio Direttivo.
16.4.- Le riunioni del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente; in mancanza anche di quest’ultimo, il Consiglio Direttivo sarà presieduto dal consigliere eletto dai presenti.
Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza della maggioranza dei consiglieri ed il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti. In caso di parità il voto di chi presiede il Consiglio Direttivo avrà valore doppio.
16.5.- Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente del Consiglio Direttivo, in sua assenza dal Vicepresidente, in assenza di entrambi dal soggetto che sia designato dai consiglieri presenti.

 

Art. 17 - Durata
17.1.- Il Consiglio Direttivo resta in carica per tre anni, salvo diversa deliberazione dell’assemblea all’atto della nomina.
17.2.- Il Segretario  e il Tesoriere rimangono in carica un anno e sono rieleggibili dal Direttivo senza dovere convocare l’Assemblea.
17.3.- Ove si verifichi per qualsiasi motivo la cessazione di un consigliere dalla carica, il Consiglio Direttivo può cooptare in sua sostituzione un altro associato ma deve sottoporre tale nomina alla prima assemblea ad essa successiva per la ratifica.
17.4.- Qualora si verifichi la cessazione dalla carica della maggioranza dei consiglieri, il Presidente deve senza indugio convocare l’assemblea per le nomine necessarie a riportare il Consiglio Direttivo alla composizione prevista dallo Statuto.
17.5.- Nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio Direttivo.

 

Art. 18 - Deleghe
18.1.- Il Consiglio Direttivo può delegare singole funzioni a uno o più dei suoi consiglieri.
18.2.- Può altresì conferire incarichi di rappresentanza dell’Associazione in  specifiche circostanze a uno o più associati effettivi.

 

DEL PRESIDENTE E DEL VICE PRESIDENTE

 

Art. 19 - Nomina
19.1.- Il Presidente del Consiglio Direttivo viene eletto dal Consiglio Direttivo tra i propri consiglieri nella prima riunione successiva alla nomina del Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta dei voti. Il Presidente del Consiglio Direttivo è anche Presidente dell’Associazione, dura in carica tre anni e può essere rieletto.

 

Art. 20 - Competenze
20.1.- Il Presidente del Consiglio Direttivo coordina l’attività dell’Associazione, firma gli atti e i documenti ufficiali dell’Associazione, salvo delega al Vice Presidente o al Segretario.
20.2.- Il Presidente del Consiglio Direttivo convoca e presiede il Consiglio Direttivo e l’Assemblea, sorveglia il buon andamento dell’Associazione, verifica l’osservanza dello Statuto e degli eventuali Regolamenti approvati, nomina i difensori dell’Associazione nelle liti attive e passive.
20.3.- Il Presidente del Consiglio Direttivo rappresenta l’Associazione in ogni sede, coadiuvato dai consiglieri e dagli associati effettivi eventualmente incaricati dall’assemblea, salvo delega al Vice Presidente o al Segretario.

20.4.- Il Vice Presidente del Consiglio Direttivo,
- ha la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio,
- coadiuva il Presidente del Consiglio Direttivo e lo sostituisce in caso di assenza e/o impedimento temporaneo e in caso di delega formale;
- cura l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea.
20.5.- In casi di necessità ed urgenza il Presidente del Consiglio Direttivo, o in sua vece il Vice Presidente, può compiere atti di straordinaria amministrazione, ma in tal caso deve contestualmente convocare il Consiglio Direttivo per la ratifica del suo operato.

 

Art. 21 - Cessazione

21.1.- Il Presidente cessa dalla carica quando il Consiglio Direttivo cessi a causa della scadenza della sua durata, per dimissioni, o per revoca da parte del Consiglio Direttivo, da deliberarsi a maggioranza dei componenti il Direttivo stesso, escluso il voto del Presidente.

 

DEL TESORIERE

 

Art.22 - Competenze
22.1.- Il tesoriere si occupa delle questioni economiche dell’ associazione e cura  la predisposizione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo da sottoporre per l’approvazione al Consiglio Direttivo e, successivamente, all’Assemblea.

 

DEL COLLEGIO DEI GARANTI

 

Art. 23 - Funzioni
23.1.- Il Collegio dei Garanti vigila sul corretto funzionamento dell’Associazione e sul rispetto dello Statuto da parte di tutti gli organi e da parte di tutti gli associati.
23.2.-  Qualora una delibera di modifica dello Statuto sia stata approvata da una maggioranza inferiore al 60% degli associati, il Collegio dei Garanti può chiedere una nuova delibera assembleare e in tal caso, qualora detta maggioranza non sia raggiunta, la modifica resta priva di efficacia. La richiesta deve essere formulata dal Collegio dei Garanti al Consiglio Direttivo entro trenta giorni successivi alla delibera su cui viene chiesto un nuovo pronunciamento, e in mancanza la modifica statutaria entra in vigore.
23.3.- Qualora un organo dell’Associazione non ponga in essere un atto al quale sia tenuto ai sensi dello Statuto, il Collegio dei Garanti può compierlo in sua sostituzione tramite il proprio Presidente.
23.4.- Il Collegio dei Garanti può chiedere la convocazione dell’Assemblea per la revoca di membri del Consiglio Direttivo che si siano resi responsabili di gravi violazioni statutarie.
23.5.- In caso di controversie o conflitti tra gli organi dell’associazione o tra essi e gli associati, prima che la controversia sia portata in sede arbitrale o giudiziaria, le parti di tale controversia sono  obbligate a chiedere che il Collegio dei Garanti esperisca un tentativo di conciliazione.

 

Art. 24 - Composizione
24.1- Il Collegio dei Garanti è nominato dall’Assemblea contestualmente alla nomina del Consiglio Direttivo, è composto da tre associati effettivi e da un supplente che resta in carica per tre anni, salvo dimissioni o revoca.
24.2.- I membri del Collegio dei Garanti non possono contemporaneamente rivestire la carica di consiglieri  del Consiglio Direttivo.
24.3.- Un membro del Collegio dei Garanti, effettivo o supplente, non può essere revocato dall’Assemblea se questa non nomina contestualmente il sostituto, e comunque il voto è valido solo con la maggioranza degli aventi diritto.

 

Art. 25 - Funzionamento
25.1.- Il Collegio dei Garanti nomina il proprio Presidente con il voto della maggioranza dei propri membri.
25.2.- Il Presidente del Collegio dei Garanti convoca le riunioni del Collegio dei Garanti, raccoglie e trasmette al Consiglio Direttivo i ricorsi ricevuti e le decisioni assunte sui medesimi.
25.3.- Il Collegio dei Garanti è convocato dal Presidente, quando ne ravvisi la necessità, o quando ne facciano richiesta almeno due membri con l’indicazione delle materie da trattare.
25.4.- Si applicano alla convocazione del Collegio le disposizioni relative alla convocazione del Consiglio Direttivo, in quanto compatibili.
25.5.- Sono valide le deliberazioni assunte con il voto favorevole della maggioranza dei membri in carica.
25.6.- Le riunioni sono verbalizzate da un membro di volta in volta incaricato dal Collegio dei Garanti.


DEI LIBRI SOCIALI

 

Art. 26 - Libri sociali
26.1.- Vengono tenuti ed aggiornati i seguenti libri sociali:
- Libro degli associati, nel quale sono indicati i dati relativi a ciascun associato;
- Libro dell’assemblea degli associati, in cui devono essere trascritti i relativi verbali redatti;
- Libro Verbali del Consiglio Direttivo, in cui devono essere trascritti i relativi verbali redatti.
- Libro dei bilanci economici
26.2.- Il Segretario  cura la tenuta del Libro degli associati, del Libro Verbali dell’Assemblea ( ma non scrive necessariamente i verbali ) e del Libro Verbali del Consiglio Direttivo ( ma non scrive necessariamente i verbali )
26.3-  Il Tesoriere cura il libro dei bilanci

 

DEL BILANCIO

 

Art. 27 -  Bilancio
27.1.- Gli esercizi dell’Associazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno. Per ogni esercizio è predisposto un bilancio preventivo e un bilancio consuntivo.
27.2.- Entro i primi due mesi di ciascun anno, il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente e del bilancio preventivo dell’anno in corso, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.
27.3.- I bilanci devono restare depositati presso la sede dell’Associazione nei quindici giorni che precedono l’assemblea degli Associati convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro consultazione. La richiesta di copie è soddisfatta dall’Associazione a spese del richiedente.

 

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

 

Art. 28 - Nomina del liquidatore
28.1.- L’Associazione si estingue, oltre che per le cause previste dalla legge, per delibera dell’Assemblea assunta con il voto favorevole dei 3/4 (tre quarti) degli Associati.
28.2.- Per effetto della delibera assembleare di scioglimento cessano tutti
gli organi dell’Associazione.
28.3.- L’Assemblea, contestualmente alla delibera di scioglimento nomina un liquidatore ove necessario in presenza di un patrimonio associativo o di rapporti economici pendenti.
28.4.- Il liquidatore, ai soli fini della cessazione delle attività dell’Associazione, esercita tutte
le funzioni del Comitato Direttivo e del suo Presidente.

 

Art. 29 - Devoluzione del patrimonio
29.1.- In caso di scioglimento dell’Associazione il suo patrimonio è devoluto a fini di pubblica utilità, conformemente alla delibera dell’Assemblea che dovrà escludere qualsiasi forma di redistribuzione tra gli associati.

 

DELLE CONTROVERSIE

 

Art. 30 - Clausola compromissoria
30.1.- Ogni controversia che dovesse insorgere tra gli associati o tra alcuni di essi e l’Associazione, circa l’interpretazione o l’esecuzione dello Statuto, sarà rimessa al giudizio di un Collegio Arbitrale composto da tre arbitri nominati con le modalità qui di seguito indicate.
30.2.- Qualora la controversia riguardi una o più parti che agiscono nominando congiuntamente un medesimo arbitro nei confronti di una singola altra parte, la parte o le parti che congiuntamente (attraverso la nomina di un medesimo arbitro) intendono promuovere l’arbitrato comunicheranno all’altra parte – mediante lettera raccomandata A.R. o telegramma o fax o altro mezzo di comunicazione con data di ricevimento certa – l’arbitro da essa (o da esse) designato, indicando l’oggetto dei quesiti e/o delle domande da sottoporre al Collegio arbitrale.
L’altra parte avrà 20 giorni di tempo dalla data di ricevimento della comunicazione per nominare il proprio arbitro. In mancanza di nomina entro tale termine – restando inteso che la nomina effettuata dopo la scadenza del termine verrà considerata come non avvenuta e sarà priva di qualsiasi effetto – la nomina sarà effettuata dal Presidente del Tribunale di Milano.
Entro 20 giorni dalla nomina del secondo arbitro, gli arbitri di parte nomineranno di comune accordo il terzo arbitro con funzioni di Presidente. In caso di mancato accordo entro i 20 giorni, il terzo arbitro verrà nominato dal Presidente del Tribunale di Milano, su istanza della parte più diligente.
30.3.- Qualora la controversia riguardi più di due parti e fuori dall’ipotesi prevista nella disposizione precedente di iniziativa assunta da più parti che abbiano nominato congiuntamente un unico arbitro, la parte che intende promuovere l’arbitrato comunicherà a tutte le altre parti – mediante lettera raccomandata A.R. o telegramma o fax o altro mezzo di comunicazione con data di ricevimento certa – le questioni e le domande che intende sottoporre al Collegio arbitrale.
Se entro 20 giorni dal ricevimento dell’ultima comunicazione le parti non si saranno accordate sui componenti del Collegio arbitrale, né in merito a diverse modalità per la designazione degli stessi, su istanza anche di una sola delle parti, ma previa assegnazione di termine per l’audizione delle altre parti, due arbitri saranno nominati dal Presidente del Tribunale di Milano che provvederà pure alla nomina del terzo arbitro, con funzione di Presidente qualora i primi due non vi abbiano provveduto entro 20 giorni dalla loro designazione.
30.4.- Il procedimento avrà carattere irrituale e, pertanto, gli arbitri decideranno con i poteri di amichevoli compositori, in quanto necessario anche in via equitativa, ma sempre nel rispetto dello spirito e del significato logico-grammaticale delle clausole dello Statuto.
30.5.- La decisione degli arbitri vincolerà le parti con gli stessi effetti e la stessa efficacia di un accordo tra di loro direttamente concluso e dovrà essere comunicata dalle parti stesse entro sei mesi dalla nomina del terzo arbitro salvo proroga concessa dalle parti.
30.6.- L’arbitrato avrà sede in Milano e il Collegio arbitrale sarà esonerato da formalità di procedura; sarà tenuto a sentire le parti ed i loro difensori; potrà adottare le determinazioni a maggioranza, anche in ordine alle spese e competenze dei propri membri, alle spese di procedimento e a quelle di difesa; sarà tenuto a motivare succintamente le proprie determinazioni con lettera raccomandata indirizzata alle parti; potrà fissare le modalità e i termini del procedimento, nel rispetto del principio del contraddittorio. La lingua del procedimento sarà la lingua italiana.

Art. 31 - Foro residuale ed esclusivo
Per qualsiasi controversia che non rientri nella clausola compromissoria e che sia inerente allo Statuto, sarà competente, in via esclusiva il Foro di Milano.

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Associazione Architetti per Milano

22, via Piero della Francesca - 20154 Milano

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