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PGT-EXPO:  due binari paralleli  fra i quali individuare e potenziare sinergie



Il PGT propone il potenziamento della città “servita”, dove la rete infrastrutturale è già forte, e parallelamente la realizzazione di una città nodale; quindi propone di favorire lo sviluppo di epicentri urbani ricchi di servizi di quartiere e di infrastrutture. In mezzo si collocano non solo le arterie infrastrutturali, di cui  i progetti di nuove metropolitane per Expò sono il caposaldo, ma tutte le componenti urbane che costruiscono il “tessuto connettivo” della città, il sistema, le sue trame.
Se il PGT non sembra essersi troppo occupato di questo ambito, anzi terreno  fondamentale su cui si gioca la qualità urbana, invero il progetto Expò ne ha forse colto qualche possibilità, riprendendo il progetto dei raggi verdi ed individuando le Vie d’Acqua e la Via di Terra.



 













 

“La Via d’Acqua-Parco Expo, si è consolidata come il progetto territoriale di maggiore rilevanza per la connessione tra il sito espositivo, la città e il suo territorio allargato. Il percorso, che collegherà il Parco Agricolo Sud con il Parco delle Groane, darà continuità ai parchi della cintura ovest milanese, riqualificherà i Navigli e la darsena, rilancerà il sistema delle cascine e diventerà una straordinaria risorsa per le attività del tempo libero.
Accanto alla Via d’Acqua, il progetto della Via di Terra si propone di portare l’Esposizione all’interno della Città di Milano, superando i confini del sito e accompagnando gli ospiti alla scoperta del tessuto urbano.” (riporto dal sito ufficiale del comune di Milano agg. 30.04.2010!).
Vogliamo provare ad usare la risorsa expò per riqualificare parti della città, per recuperarne risorse ambientali ed architettoniche capaci di permanere dopo l’evento ed essere dimostrazione – manifestazione delle linee che il PGT avrebbe dovuto indicare con il fine ultimo di PIANIFICARE IL TERRITORIO E GOVERNARNE IL DISEGNO …?
L’expo di Shangai ebbe titolo BETTER CITY BETTER LIFE e l’esposizione percorreva  la città sulle rive del fiume Huangpu che attraversa Shanghai. Milano confina l’esposizione in un comune limitrofo, può davvero rinunciare alla trasformazione urbana che le altre città hanno visto attuarsi in tale occasione?

 

Susanna Rosellini

 

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