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IL BORGO DELLA GIUSTIZIA A MILANO

La delocalizzazione del carcere di San Vittore è nei programmi di Milano da ormai più di venti anni. Il suo spostamento verso l’interland in una nuova costruzione può rendere più sicura ed efficiente la sua gestione, mentre l’area attuale con i suoi caratteristici e storici edifici può essere recuperata ad uso civile.
Ne potrebbe così conseguire un arricchimento del Centro Storico Milanese quale si può considerare quello racchiuso dalle Mura Spagnole. L’edificio del carcere fa parte della storia della città, ne è Punto Cospicuo e, come si sa, una città è più bella e interessante più sono gli edifici che ne narrano la storia. Con la sua nuova funzione l’ex Carcere porterà alla zona quella 
“Vitalità Ambientale” che oggi è francamente deprimente.

Differente è il caso del Palazzo di Giustizia. Attualmente nelle città italiane c’è una tendenza al “decentramento” di tutte le funzioni relative alla Giustizia; a Milano si intenderebbe realizzare la cosiddetta “Cittadella della Giustizia”, comprendente Tribunale, Carceri e altri servizi, localizzandoli in una zona periferica e precisamente a Rogoredo.
Oggi le Cittadelle della Giustizia già realizzate in molte città italiane danno spesso una pessima immagine della loro importante funzione. Sradicate dai centri storici e inserite in periferie spesso poco dignitose, danno il senso di declassamento della Giustizia come valore etico della società.
Nel caso di Milano si accusano gli spazi e la vetustà dell’edificio, sull’onda delle insensate espansioni delle sedi amministrative di Comune, Provincia e Regione che pensano di risolvere i loro problemi d’inefficienza unicamente disponendo di nuovi spazi.
Si dovrà poi spiegare ai cittadini perché, nell’epoca dell’informatizzazione, solo le Istituzioni Pubbliche intendano investire risorse, altrimenti utili, per aumentare spazi e personale, nel momento in cui la tecnologia ha portato in tutte le grandi sedi amministrative delle maggiori Società mondiali una cospicua riduzione di questi parametri.
Il Palazzo di Giustizia di Milano è ormai un Punto Cospicuo irrinunciabile per il disegno della città e la sua posizione urbanistica gode del prestigio dovuto ad una funzione così importante per la Società.
La sua architettura è più che dignitosa e recentemente rivalutata dalla critica architettonica, la sua morfologia estesa ad un unico isolato con spazi liberi su tutti i lati meriterebbe di realizzare assieme agli edifici storici e della cultura che lo contornano, quali San Pietro in Gessate, Santa Maria della Pace, la Soc. Umanitaria e la biblioteca Sormani, una ampia Zona Pedonalizzata, dalla quale il Palazzo emergerebbe a puntualizzare uno dei tre poteri simbolo della Repubblica Italiana.
Il Palazzo con i suoi alti soffitti può recuperare nuove superfici e funzionalità grazie alla sua morfologia compatta attorno ai cortili interni e può anche essere oggetto di ulteriori aumenti di superficie in nuovo corpo di fabbrica realizzato dal Comune e in fase di ultimazione sull'area abbandonata e utilizzata come parcheggio sull'angolo tra le vie S.Barnaba e Pace. Ma altri spazi per gli uffici giudiziari potranno essere recuperati nelle nobili palazzine all'angolo tra le vie Freguglia e San Barbara occupate da uffici statali ormai superflui, così da configurare un Borgo della Giustizia nel centro storico della città.
Sui lati est e ovest del Palazzo le vie Freguglia e Manara con edifici dignitosi offrono già i servizi necessari alla funzione: librerie, valori bollati, caffè, ristoro e copisterie. Gli spazi del Borgo pedonalizzati avranno finalmente sedute all'aperto, alberi, fontane, gazebo e il sito dove collocare in bella vista la statua della Giustizia dello scultore Attilio Selva, relegata in un cortile di servizio interno al Palazzo. Gli spazi pedonalizzati ospiteranno nel sottosuolo i parcheggi necessari e i collegamenti tra i vari palazzi.         
L’accessibilità attraverso i mezzi pubblici, già ora soddisfacente, migliorerà ancora attraverso la fermata Policlinico-Università della futura linea  MM4.
Il silenzio dell’opinione pubblica e della cultura a questa privazione di Valore Urbano della città è sorprendente specie se paragonata al movimento generale di consenso che ha avuto qualche anno fa la conservazione di uno storico Bar Milanese: la Pasticceria Taveggia, minacciata di chiusura, a duecento metri di distanza dal Tribunale.
Il Centro della città non può perdere gli “episodi” che lo fanno qualificare come Storico, e la presenza di Punti Cospicui sia con funzioni istituzionali che come centri della cultura e del ricordo, sono importanti per evitarne il declino.
E’ facile ipotizzare che questi sradicamenti di funzioni storiche importanti per la città assomigliano troppo a operazioni immobiliari atte a trovare aree per insediamenti residenziali-commerciali di prestigio, com’è già successo per la Fiera e si teme succederà per l’Ippodromo di San Siro.
Il Centro Storico di Milano, meno ricco di altre città italiane, non può assolutamente impoverirsi di funzioni che assicurano una Vitalità Ambientale e un Valore Etico come la sede della Giustizia.


settembre 2008

A: EDIFICI PER LA GIUSTIZIA



B: SERVIZI (LIBRERIE, COPISTERIE, VALORI BOLLATI, CAFFE’, RISTORO)



C: BENI ARTISTICI E CULTURALI



D: BIBLIOTECA SORMANI



E: SOC. UMANITARIA



F: FERMATA FUTURA MM4



G: PARCHEGGIO SANTA BARNABA

AREA PEDONALIZZATA

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